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domenica 27 luglio 2014

Lo Statuo fondativo dell'USI (1912)

Statuto approvato alla fondazione 
dell'Unione Sindacale Italiana nel 1912

Scopi e funzionamento

Art. 1.
L'Unione Sindacale Italiana ha per iscopo di riunire in un'organizzazione Nazionale di classe, all'infuori di tutte le scuole politiche o confessioni religiose, tutti i lavoratori di ogni sesso o nazionalità residenti in Italia, coscineti della lotta da condurre per la conquista del loro benessere e del loro diritto fino alla sparizione del salariato e del padronato. essuno può servirsi del titilo d'iscritto all'Unione o di una funzione affidatagli dall'Unione per qualsiasi atto elettorale politico.
Art. 2.
Compongono l'Unione Sindacale Italiana le organizzazioni di resistenza (leghe, sindacati o federazioni provinciali, regionali e nazionali, Camere del Lavoro, ecc.) che accettano il presente statuto, accogliendo nel proprio seno soltanto operai salariati.
Art. 3.
L'Unione Sindacale Italiana è organizzata tenendo conto da un lato della località e dall'altro lato del ramo d'industria cui appartengono le organizzazioni aderenti.
Perciò queste associazioni si raggruppano:
a) nei Comitati locali;
b) nei Sindacati nazionali d'industria.

Comitati locali

Art. 4.
In tutte le località ove esistano leghe aderenti all'Unione verrà nominato previo accordo con le leghe stesse un Comitato locale composto, a seconda dei casi, da 3 a 7 membri coi seguenti incarichi:
a) tenere la corrispondenza con la Segreteria dell'Unione fornendole tutti i dati che questa richiederà sulle organizzazioni del luogo ed eventualmente su quelle circonvicine;
b) riscuotere e trasmettere le quote di adesione alla segreteria stessa;
c) ricevere e far conoscere agli interessati le comunicazioni dell'Unione;
d) fare la propaganda e curare l'inscrizione nell'Unione delle organizzazioni locali non ancora inscritte.
Art. 5.
I comitati locali nominano nel proprio seno un segretario, che ha l'incarico di corrispondere con la Segreteria dell'Unione sia per l'organizzazione sia per la propaganda, sia per l'amministrazione.
Art. 6.
Nelle località ove il Comitato locale già esiste in base al regolamento camerale e dove tutte le leghe aderiscono all'Unione, il Comitato stesso si assumerà gli incarichi suddetti.
Se le organizzazioni di più comuni militrofi credono meglio di costituire un solo Comitato locale, possono farlo liberamento.
Nelle località ove cìè una sola lega aderente all'Unione sarà sufficiente che questa nomini il corrispondente, senza formare il Comitato locale.
Le Camere di lavoro aderenti in blocco all'Unione stabiliranno a loro gradimento se questa deve corrispondere con i Comitati locali direttmente o pel loro tramite.

Sindacati nazionali

Art. 7.
Sindacati nazionali d’industria si compongono delle leghe esistenti in Italia appartenenti ad un determinato ramo della produzione o dello scambio. E' loro scopo estendere sempre più la potenzialità della resistenza coll'affiatamento di tutti i lavoratori che, pur esercitando mestieri diversi, hanno un'affinità fondamentale pel lavoro che compiono.
Art. 8.
Ogni Sindacato nazionale d’industria è libero di darsi l’organizzazione interna che crede ed e autonomo nel suo funzionamento, dovendo soltanto di fronte all'Unione assolvere ai seguenti incarichi:
a) Provvedere alla speciale propaganda tra gli operai del ramo d’industria e fra essi promuovere la costituzione di nuove leghe;
b) dirigere in genere i movimenti di sua spettanza che abbiano carattere nazionale ed assistere quelli di carattere locale;
c) convocare gli speciali congressi nazionali;
d) dirimere le vertenze che sorgessero fra le leghe o le categorie ascritte al sindacato.
Art. 9.
Ogni Sindacato nazionale d’industria nomina un suo delegato permanente presso l’Unione, per comporre la Giunta Esecutiva.

Organi deliberativi

Art. 10
Gli organi deliberativi dell'Unione sono:
a) il Congresso;
b) il Comitato Centrale.
Art. 11
Il Congresso si convoca normalmente ogni anno, nell'epoca e nel luogo fissati dal Comitato Centrale almeno tre mesi prima della data di convocazione. Il Congresso ha poteri sovrani e quindi:
a) rivede, modifica o rinnova come costituente lo Statuto dell'Unione, quando lo ritenga necessario;
b) dà il suo voto sull'indirizzo generale, sulla gestione amministrativa, sulla stampa e su tuttociò che è stato fatto, indicando al tempo istesso la futura base d'azione dell'Unione;
c) giudica tutte le controversie interne che non si poterono risolvere in altra sede;
d) nomina la Segreteria;
e) designa l'organo ufficiale dell'Unione.
Art. 12.
Possono far parte del Congresso tutte le leghe che hanno adempiuto agli obblighi statutari, inviando un rappresennante ogni 200 soci o frazione. Le ulteriori norme pel funzionamento del Congresso verranno fissate in apposito regolamento.
Art. 13.
In caso di necessità il Congresso potrà essere convocato in anticipazione o straordinariamente, quando lo richiedano il Comitato Centrale od almeno un quarto dei Comitati locali.
Art. 14
Il Comitato Centrale si compone dei rappresentanti nominati dalle organizzazioni locali in ragione di uno ogni 10.000 iscritti o frazione, e di un rappresentante per ogni sindacato di industria.
Art. 15
Il Comitato Centrale ha i seguenti incarichi:
a) decidere sulle applicazioni pratiche dei voti emessi dal Congresso;
b) regolare e sorvegliare il funzionamento della Giunta Esecutiva e della Segreteria;
c) esaminare bilanci preventivi e consuntivi presentati dalla Giunta Esecutiva, prima di presentarli al Congresso;
d) convocare i congressi ordinari e straordinari, fissandone la data, il luogo e l'ordine del giorno;
e) stabilire quando lo crede necessario, o quando lo richiedano un quarto delle organizzazioni aderenti il referendum su questioni di grande importanza, per la cui soluzione non si possa attendere il Congresso;
f) decidere quanto altro può essere necessario al buon andamento dell'Unione.
Art. 16.
Il Comitato Centrale si aduna regolarmente ogni quattro mesi e straordinariamente tutte le volte che la Giunta Esecutiva od un quarto dei propri membri dei ne ravvisano la necessità. I membri della Segreteria assisteranno alle sedute del Comitato Centrale; ma avranno voto puramente consultivo.

Organi Esecutivi

Art. 17.
Gli organi esecutivi dell'Unione sono:
a) la Giunta Esecutiva;
b) la Segreteria.
Art. 18.
La Giunta esecutiva è composta di 7 delegati scelti dal Comitato Centrale nel proprio seno fra quelli che abitano nella città a sede dell'Unione e nelle località immediatamente vicine, in modo che di essa facciano parte 4 rappresentanti di organizzazioni locali e 3 rappresentanti dei Sindacati Nazionali d'Industria. La Giunta Esecutiva ha i seguenti incarichi:
a) dar corso alle deliberazioni dei Congressi e del Comitato Centrale;
b) disporre il lavoro della Segreteria e controllarne il funzionamento;
c) sorvegliare l'indirizzo dell'organo ufficiale dell'Unione e riferirne al Comitato Centrale;
d) rivedere i conti dell'amministrazione e presentare la relazione relativa al Comitato Centrale;
e) attivare la propaganda e il lavoro di organizzazione in favore dell'Unione;
f) convocare straordinariamente il Comitato Centrale;
g) indire in caso di urgenza il referendum fra gli organizzati.
Art. 19.
La Giunta Esecutiva si riunisce ordinariamente ogni mese e straordinariamente quando la segreteria lo giudica necessario o ne fanno richiesta almeno tre delegati.
Art. 20.
La Segreteria dell'Unione è nominata dal Congresso a scrutinio segreto e si compone:
- di un segretario generale;
- di un segretario amministrativo;
- di un segretario per la corrispondenza e la statistica.
Art. 21.
Il segretario generale ha la direzione e la responsabilità morale degli uffici di segreteria, cura la propaganda generale dell'Unione la rappresenta in tutte le circostanze ordinarie, convoca - d'accordo con gli altri membri della Segreretia - in sedura straordinaria la Giunta Esecutiva, riferisce a questa sull'andamento della Segreteria dell'Unione, compila e trasmette al giornale prescelto i comunicati ufficiali della Giunta Esecutiva.
Art. 22
Il Segretario Amministrativo tiene il ruolo delle organizzazioni aderenti, cura la riscossione delle quote, dispone pel collocamento dei fondi in base alle indicazioni della Giunta Esecutiva, presenta a questa in ogni riunione ordinaria e tutte le volte che ne è richiesto un prospetto della situazione finanziaria, prepara i bilanci preventivi e consuntivi da sottoporre all'approvazione della Giunta Esecutiva e del Comitato Centrale, è responsabile delle somme riscosse e di tutte quelle affidate alla sua custodia.
Art. 23
Il segretario per la corrispondenza e la statistica tiene la corrispondenza ordinaria con i singoli inscritti, con i comitati locali, con le Camere del Lavoro, con i Sindacati nazionali d'industria ecc.; compila - in base ai dati ufficiali e privati che può ottenere - le statistiche degli aderenti all'Unione per località e per mestiere, come pure degli organizzatori non aderenti e dei disorganizzati, delle organizzazioni padronali e quelle riguardanti il movimento industriale nazionale ed internazionale in modo da offrire l'indicazione più completa possibile del lavoro fatto, e di quello da fare e delle forze degli avversari da combattere in tutti i campi.
Art. 24
La Segreteria è riunita in permanenza nella località indicata dal Congresso come sede dell'Unione. I segretari partecipano con voto consultivo alle adunanze della Giunta Esecutiva.

Entrate dell'Unione

Art. 25
L'Unione fa fronte alle spese inerenti al suo funzionamento:
a) con un contributo fisso obbligatorio di cent. 10 all'anno pagato dalle organizzazioni aderenti per ogni socio inscritto; b) con sopratasse imposte dal Comitato Centrale, in caso di bisogno assoluto ed urgente;
c) con sottoscrizioni volontarie.
Art. 26
Il contributo fisso e obbligatorio dovr à essere pagato dalle organizzazioni aderenti non oltre il mese di aprile di ciascun anno. Le organizzazioni che non avranno pagato le loro quote entro il 30 aprile saranno dichiarate morose e private dei diritti statutari, che riacquisteranno soltanto dopo essersi messe in pari. Se un'organizzazione si renderà morosa per due anni consecutivi potrà essere anche radiata dall'Unione.
Art. 27
Per le sopratasse imposte dal Comitato Centrale vigono le stesse norme che pel contributo fisso ed obbligatorio. Il Comitato Centrale a seconda dell'urgenza fisserà il termine pel versamento della sopratassa, trascorso il quale le organizzazioni che non avranno compiuto il versamento saranno dichiarate morose e trattate come è detto nell'art. precedente.
Art. 28
Le sottoscrizioni volontarie fatte per conto ed in nome dell'Unione dovranno essere sempre deliberate dal Comitato Centrale, o - in caso d'urgenza - dalla Giunta Esecutiva.
Art. 29
I fondi dell'Unione raccolti sia come contributi fissi, che come sopratasse o per sottoscrizione volontaria saranno amministrati dal segretario amministrativo che ne sarà materialmente responsabile, sotto il controllo di una commissione di tre persone nominate dal Comitato Centrale.

Organo ufficiale

Art. 30
Oltre ai giornali che dichiarano di essere disposti ad accogliere i comunicati degli organi deliberativi ed esecutivi dell'Unione, questa designerà, in sede di Congresso, un giornale ufficiale che potrà venire sussidiato nella misura del possibile. Il controllo sul giornale ufficiale spetta al Comitato Centrale.
Alle organizzazioni aderenti è fatto obbligo di abbonarsi al giornale ufficiale dell'Unione.

Disposizioni transitorie

Art. 31
Fino a che le forze aderenti all’Unione non saranno organizzate regolarmente sulle basi indicate dal presente statuto, i membri del Comitato Centrale verranno eletti dal Congresso per quel che riguarda i Sindacati nazionali d'industria. Il Congresso delegherà pure ai compagni scelti a tale titolo a far parte del Comitato Centrale l'incarico di organizzare ciascuno il rispettivo Sindacato Nazionale d'Industria.
Art. 32
Non appena i Sindacati Nazionali d'industria saranno formati a termine dello Statuto, e in ogni caso non oltre il dicembre 1913, verrà convocato un nuovo Congresso generale dell'Unione, per dare ad essa il suo assetto definitivo.
Art. 33
Nelle località ove esistono organizzazioni non inscritte all'Unione, saranno accettate le adesioni individuali dei soci di quelle organizzazioni. Le adesioni individuali saranno ricevute dal Comitato locale col pagamento della quota di cent. 10 all'anno. Gli aderenti individuali godranno di tutti i diritti al pari degli altri soci dell'Unione, salvo quelli di partecipare al referendum ed alle nomine dei delegati ai congressi. Nelle località ove non esiste alcuna organizzazione inscritta all'Unione, gli organizzati che volessero aderire a questa potranno formare un gruppo locale, che avrà tutte le prerogative dei Comitati locali, salvo quella di partecipare ai referendum. Inoltre i rappresentanti dei gruppi locali ai congressi avranno soltanto voto consultivo.
Art. 34
La sede dell'Unione Sindacale Italiana è fissata fino al nuovo congresso in Parma, ed il suo organo ufficiale è l'Internazionale.

venerdì 8 febbraio 2013

Alibrando Giovannetti: tentativi di ricostruzione dell'USI dopo il fascismo



Ai Lavoratori d’Italia (Ottobre 1943)
I sindacalisti rivoluzionari, che furono nel passato l’ala estrema del Socialismo e costituirono l’Unione Sindacale Italiana sciolta per ordine del Governo nel 1925, in previsione di eventi che maturano a causa dell’attuale guerra mondiale, hanno compilato un programma di realizzazioni politiche e sociali che riproduciamo per sommi capi, al fine di far conoscere il loro pensiero e i loro propositi alle masse lavoratrici, nella fiducia di incontrare la loro adesione ed allo scopo di spronarle alla loro unione in un blocco al di sopra di tutte le frazioni, di tutte le tendenze che tuttavia hanno le stesse idealità, le medesime aspirazioni, pur divergendo in questioni secondarie, di minore o nessuna importanza e che potranno essere oggetto di esame e di discussione al momento opportuno, quando sarà possibile tradurle in atto.
Sono questi i nostri postulati:
PROGRAMMA
- La nazione italiana è retta a Repubblica Socialista dei Sindacati. Il popolo è sovrano in quanto tutte le ricchezze della nazione sono socialmente appartenenti a popolo medesimo e quindi, non essendo soggetto economicamente ad altre classi o caste, può liberamente e in pieno esercitare il proprio potere sovrano mediante i Sindacati, che sono i suoi organi naturali economici e politici ad un tempo, le colonne del nuovo ordine sociale.

- Le terre, le fabbriche, tutti i mezzi di produzione, di scambio, di comunicazione, servizi d’ogni genere, sono di proprietà sociale che il Comune, la Regione, la Nazione, affidano in gestione ai lavoratori (operai, contadini, tecnici, impiegati) per mezzo dei rispettivi Sindacati d’aziende o enti cooperativi. Restano possessori del loro podere: piccoli proprietari contadini, della loro bottega gli artigiani, del loro studio gli artisti e professionisti liberi.

- Le industrie debbono essere gradualmente decentrate e diffuse in tutte le regioni, possibilmente presso i luoghi di estrazione o di produzione delle rispettive materie prime.
Tutti gli individui nati in Italia o naturalizzati, d'ambo i sessi e d'ogni età hanno diritto all’esistenza assicurata dalla nazione mediante un assegno vitalizio mensile, variabile a se¬conda dell'età e proporzionato alla potenzialità produttiva del paese.Tutti gli individui nati in Italia o naturalizzati, al rag¬giungere dei 18° anno di età hanno il dovere di lavorare o di proseguire gli studi se idonei e meritevoli, nell’interesse della società. ll lavoro è obbligatorio fino al 55° anno di età. Libera è la scelta della professione, dei mestiere, del servizio, a cui ciascuno intende dedicarsi. Il lavoro viene compensato, oltre che dall'assegno vitalizio, da un supplemento di guadagno a seconda del merito, della capacità e della produttività indivi¬duale o collettiva dell'azienda. I malati, i sinistrati, gli invalidi, i vecchi sono esenti dall'obbligo dei lavoro, temporaneamente o per tutta la durata della loro vita a seconda delle loro indi¬viduali condizioni. Sono esenti di questo obbligo pure le madri cha accudiscono alle cure della prole e quante altre sono impegnate nelle faccende domestiche. Chi ha il dovere di lavorare e non lo adempie durante il periodo stabilito non ha diritto all'assegno vitalizio, né ad altri guadagni, La disoccupazione non esiste. Eventuali sospensioni temporanee di lavoro per qualsiasi motivo, non dipendente dalla volontà dei lavoratori, non fa perdere ad essi l'assegno vitalizio che rappresenta il minimo necessario individuale per una vita normale moderna.
Il commercio, cioè la vendita dei prodotti è esercitato di ogni Comune che provvede all’approvvigionamento, affidando la distribuzione al pubblico ad empori e spacci cooperativi o individuali a prezzi fissati dal Comune.
La famiglia è il primo nucleo della Società, costituita dall'unione libera e spontanea degli individui dei due sessi. Li separazione o il divorzio sono ammessi quando, per vate cause, è divenuta impossibile la loro vita in comune.
La politica demografica è regolata a seconda delle necessità o meno di popolamento e delle condizioni economiche del paese.
Il Comune è il principale aggregato civile, urbano e rurale, costituito dalla città o dal paese e della campagna circostante, o da più villaggi con popolazione non inferiore ai cinquemila abitanti.
Il Comune provvede ai bisogni civili e economici, all’istruzione e all'educazione e a tutti i servizi locali della popolazione.
Esso è il primo centro politico della nazione, amministrato e controllato dai suoi abitanti mediante i propri organi che esprimono la volontà dei lavoratori per tramite della loro rappresentanza sindacale.
Le necessità ed i servizi pubblici intercomunali sono dipendenti da un'amministrazione più vasta, provinciale o regionale.
La Comunità Nazionale, detta comunemente Stato, retta a Repubblica Socialista dei Sindacati è una vera e propria rex publica (cosa pubblica) vale a dire, l'organo centrale regolatore e coordinatore della politica,dell'economia, dell'educazione, del¬la sanità pubblica, della tutela e della difesa di tutto il popolo che costituisce In Nazione. Ha un Comitato Esecutivo o Go¬verno composto di un numero limitato di membri quanti sono i dicasteri; è presieduto da una Presidenza composta di un triumvirato: un Presidente e due vice presidenti; tutti eletti dall'as¬semblea nazionale ogni cinque anni, tutti rieleggibili e revocabili.
L'assemblea nazionale è costituita dai rappresentanti di più corpi e consessi: 1° dei Comuni, 2° dette Provincie o Regioni, 3° dalle unioni dei Sindacati e degli Enti Cooperativi, che raggruppano tutte le attività produttive, professionali, artistiche, culturali, ecc. e perciò tutte le capacità, tutte le competenze.
La Difesa Nazionale è affidata ad un Corpo nazionale permanente, costituito da tutti i cittadini validi dai venti ai cin¬quant'anni che prestano un breve servizio ai venti anni ed in seguito sono a disposizione della Comunità Nazionale per ogni necessità eventuale. Ciò fino a quando non sarà stato conse¬guito il disarmo universale,
Il finanziamento dei Comune, della Provincia o Regione, della Nazione e dei loro Enti è dovuto ai proventi di tutte le .attività produttive che provvedono altresì al finanziamento del¬I'Ente distributore degli assegni vitalizi oltreché alla distribu¬zione dei compensi e dei guadagni al personale proprio. I piccoli proprietari, artigiani, artisti e professionisti liberi sono tenuti a versare un'unica quota alla Comunità, proporzionata ai loro guadagni.
L'istruzione e l'educazione è gratuitamente impartita dal Comune; per le scuole superiori provvede la provincia o la regione.
L’istruzione è obbligatoria fino ai 16 anni; dal 17° anno di età si inizia l’insegnamento professionale. I lavoratori sono tenuti a frequentare corsi speciali di breve durata dopo il lavoro, possibilmente nello stesso luogo in cui prestano la loro opera, come si fa per le adunanze sindacali.
L’insegnamento religioso è privato ed è esercitato negli edifici destinati al culto e alle pratiche religiose.
- La fede religiosa è un fatto privato e libero. Le chiese e i templi d’ogni religione sono proprietà nazionale come tutti gli edifici e i cittadini possono usufruirne liberamente a scopo di culto provvedendo da sé al funzionamento del servizio stesso.
E’ vietata la clausura dei religiosi.
- La lingua ufficiale è quella nazionale: l’italiana.
Si impartirà l’insegnamento della lingua internazionale quando questa sarà stabilita con accordi fra le nazioni.

- La Giustizia è amministrata dai magistrati con l’ausilio di medici psichiatrici, per i giudizi d’onore funzionano i giurì. Sono abolite le pene di morte e dell’ergastolo con relativa segregazione cellulare, sostituite con relegazioni in luoghi speciali di lavoro e di educazione.
Abbiamo insistito nel porre in evidenza la necessità di affidare non solo la gestione della produzione nazionale ai sindacati dei lavoratori d’ogni categoria – del braccio e del pensiero – ma anche la rappresentanza nei consessi comunali, provinciali e centrali, perché intendiamo che il Lavoro sia l’arbitro, il regolatore della vita sociale e politica, che il popolo del lavoro sia il sovrano della natura e il padrone di se stesso nella fabbrica, sul campo, in ogni servizio pel bene comune.
Non vogliamo parassiti ed oppressori nella vita economica come non vogliamo dominatori o dittatori od oligarchie di qualsiasi specie nella vita politica locale o nazionale.

Il popolo del lavoro deve godere intero il frutto della sue fatiche attraverso una giusta ripartizione, senza privilegi, senza sinecure. E deve essere libero di esercitare i propri diritti di amministrare i beni comuni, di autogovernarsi e di controllare, per mezzo dei propri sindacati, ogni attività civile, economica e politica. Nell’esercizio di questa libertà, nella eguaglianza dei diritti e dei doveri noi riponiamo fiducia nel conseguimento di quella Giustizia Sociale a cui tutti aspirano.

I SINDACALISTI RIVOLUZIONARI D’ITALIA

lunedì 10 dicembre 2012

12 dicembre 1969: la Strage di Stato.

INVITO A INIZIATIVA CULTURALE E DI MEMORIA STORICA A 43 ANNI DALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA E DALL’ASSASSINIO DI PINO PINELLI


12 DICEMBRE 2012 DALLE 18 ALLE 22


Presso l’Associazione culturale “FATA MORGANA” LUD PUB

in Via dei Volsci 3 Roma (S. Lorenzo)


“UNA STRAGE, UNA FINESTRA, NESSUN COLPEVOLE”

LETTURE, DIBATTITO, PROIEZIONI

Promuovono e presentano: Unione Sindacale Italiana USI
Associazione Utenti e Consumatori USICONS
Associazione culturale “Iside”
Circolo Libertario "B. Durruti"
Comitato Antifascista Trullo


L’iniziativa si inquadra nelle attività per i 100 anni dalla fondazione dell’Unione Sindacale Italiana, fondata nel 1912, di cui Giuseppe (Pino) Pinelli fu uno dei sostenitori, tentando la ricostituzione di una sezione USI nel quartiere milanese della Bovisa.


Per info, adesioni e prenotazioni:
c/o USI e mail usiait1@virgilio.it, fax o6 77201444
sito nazionale www.usiait.it,
blog www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com,
archivio storico www.usistoriaememoria.blogspot.com,
giornale: www.lottadiclasse.info,
altri siti:
www.usicons.it,
www.utopia-libertaria-roma.blogspot.com

giovedì 22 novembre 2012

100 ANNI ! ! !

DOMENICA 25 NOVEMBRE


100 anni ma non li dimostra


 
 
 
 
 
 
 
 
 
25 novembre 1912 25 novembre 2012

l'UNIONE SINDACALE ITALIANA

il sindacalismo autogestionario

 
dalle ore 19 al Laboratorio sociale - Centro di documentazione antagonista

La Talpa al Quarticciolo ...

in Via Ostuni 9 al piano rialzato

della ex Questura
 

UNA CHIACCHIERATA/bicchierata,

con CENA SOCIALE e proiezione

 
per i 100 anni dell'USI

(ed in preparazione dell’iniziativa cittadina

del 12 dicembre)

 Siete tutti e tutte invitati/e


Per conferma/prenotazione inviare email a: usiait1@virgilio.it

domenica 9 settembre 2012

USI 100 ANNI a UDINE

28-29-20 settembre 2012
festa per i 100 anni dell'UNIONE SINDACALE ITALIANA
info: usiudine@gmail.com

 

mercoledì 15 agosto 2012

Bibliografia essenziale sull'USI e il sindacalismo rivoluzionario

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE IN LINGUA ITALIANA SULL’USI E IL SINDACALISMO RIVOLUZIONARIO IN ITALIA (... in progress)

v  Antonioli M, Armando Borghi e l’Unione Sindacale Italiana, Lacaita, 1990.
v  Antonioli M, Azione diretta e organizzazione operaia. Sindacalismo rivoluzionario e anarchismo tra la fine dell’Ottocento al fascismo, Lacaita, 1990
v  Bitelli G, Filippo Corridoni e il sindacalismo operaio d’anteguerra, Modernissima, 1925
v  Borghi A, Mezzo secolo d’anarchia, Anarchismo, 1978.
v  Careri G, Un progetto autogestionario, l’USI dalle origini ad oggi, USI, 1991.
v  Carocci R, Il sindacalismo d’azione diretta. La Lega Generale del Lavoro, Roma 1907-1910, “Giornale di Storia Contemporanea, n 1, 2011
v  D’Alterio D, Vincenzo Cardarelli sindacalista rivoluzionario, Bulzoni, 2005
v  De Clementi A, Politica e società nel sindacalismo rivoluzionario (1900-1915), Bulzoni, 1987
v  De Felice R, Sindacalismo rivoluzionario e fiumanesimo, Morcelliana 1960
v  Furiozzi GB, Alceste De Ambris e il sindacalismo rivoluzionario, FrancoAngeli, 2000
v  Furiozzi GB, Il sindacalismo rivoluzionario italiano, Mursia, 1977
v  Furiozzi GB, Le interpretazioni del sindacalismo rivoluzionario italiano, 1985
v  Goddi F, Tullio Masotti. Biografia di un sindacalista rivoluzionario, “Giornale di Storia Contemporanea” n.1, 2011.
v  Landi G, Tra anarchismo e sindacalismo rivoluzionario: Armando Borghi, 1986
v  Marucco D, Arturo Labriola e il sindacalismo rivoluzionario, Einaudi 1970
v  Osti Guerrazzi A, De Ambris, l’Unione Sindacale Italiana e l’intervento, “Giornale di Storia Contemporanea”
v  Osti Guerrazzi A, L’utopia del sindacalismo rivoluzionario. I primi due congressi dell’Unione Sindacale Italiana (1912-1913), Bulzoni,
v  Pistillo M, Giuseppe Di Vittorio dal sindacalismo rivoluzionario al comunismo (1907-1924), Editori riuniti, 1977
v  Riosa Alceo, Il sindacalismo rivoluzionario il Italia e la lotta politica nel PSI in età giolittiana, De Donato, 1976
v  Serventi Longhi E, De Ambris. L’utopia concreta di un rivoluzionario sindacalista, Franco Angeli, 2012.
v  Vanzetti B, Scritti sul sindacalismo, Antistato, 1955.

CRONOLOGIA USI (1906-1950)

CRONOLOGIA UNIONE SINDACALE ITALIANA (1906 - 1950)

1906
Congresso di Milano. Nascita Confederazione Generale del Lavoro.
Uno dei punti più controversi fu quello che doveva stabilire i rapporti fra le Camere del Lavoro, le Federazioni di Mestiere e il nuovo organismo.
La maggioranza, dopo varie tortuosità, si pronuncia per un organo centralista e centralizzatore.
In aperto dissenso, la minoranza sindacalista rivoluzionaria abbandona il Congresso e forma un comitato che si chiamerà subito dopo “Comitato d’Azione Diretta”.

1907
Convegno di Parma.
Aumentando l’influenza politica del PSI, che sostiene la tesi della subordinazione sindacale alla politica elettorale del partito, la minoranza sindacalista rivoluzionaria si riunisce nella Camera del Lavoro di Parma. Partecipano 16 Camere del Lavoro, 2 Sindacati, 2 Federazioni, 19 Leghe e Sezioni di Mestiere, 16 altre organizzazioni sindacaliste e delegati di altre realtà proletarie. Rappresentano 201.168 lavoratori.
Il problema centrale della discussione riguarda i “rapporti colla Confederazione del Lavoro”. Arrendevolezza nei conflitti sociali e centralizzazione esasperata della CGL spingono i sindacalisti rivoluzionari a domandarsi se rimanere come minoranza organizzata nella CGL oppure creare una nuova organizzazione.
Viene deciso di costituire un Comitato Nazionale della Resistenza, con incarico preciso di raggruppare tutte le organizzazioni che intendano svolgere un’azione comune di lotta all’ordinamento capitalistico con tutti quei mezzi che la pratica sindacale ha indicati come efficaci per indebolire ed eliminare la classe e lo stato borghese.

1908
Nel 1908 il sindacalismo rivoluzionario promuove il grande sciopero di Parma. Seguono gli scioperi agricoli nelle province di Ferrara, Modena, Piacenza, Bologna, e nelle Puglie. Quello degli operai metallurgici di Milano e Torino.

1911
Il Comitato Nazionale della Resistenza organizza grandi manifestazioni contro le imprese coloniali e la guerra libica.

1912
Viene convocato il Congresso Nazionale dell’Azione Diretta nei giorni 23-25 Novembre. Dopo il dibattito congressuale e le mozioni presentate, si adotta il punto fondamentale che dà mandato alla formazione di una nuova organizzazione sindacale.
Il Congresso Nazionale dell’Azione Diretta, riafferma anzitutto il principio dell’Unità operaia necessaria al proletariato per completare le sue conquiste e conseguire i suoi destini;
Rileva che la Confederazione Generale del Lavoro, come non ha saputo fin qui realizzare l’Unità, si dimostra evidentemente incapace di realizzarla nel futuro per la sua tendenza sempre più spiccata a diventare un vero e proprio partito parlamentare, chiuso ed esclusivista, tanto da negare alle organizzazioni che non vogliono accettare senza discussione i dogmi politici e sindacali imposti da quella minoranza che fortuito caso (…) si è impossessata di essa.
Nasce l’Unione Sindacale Italiana

1912
Per l’Unione Sindacale Italiana l’internazionalismo è la forza motrice della rivoluzione sociale:
“Il Congresso delle organizzazioni operaie rivoluzionarie, in vista della oscura situazione internazionale che presenta la minacciosa probabilità d’una conflagrazione europea;
- Richiama il proletariato al dovere di opporsi ad ogni costo e con tutti i mezzi al fratricida macello cui lo si vorrebbe mandare in omaggio ad interessi che riguardano soltanto la classe nemica;
- Invita i sindacati aderenti a promuovere manifestazioni pubbliche e a prestare il loro concorso a tutti quei movimenti nazionali ed internazionali che fossero per sorgere, accentuandone il carattere in senso risolutamente rivoluzionario;
- Dà mandato al Comitato Centrale di prendere le iniziative ed i provvedimenti che le circostanze consiglieranno qualora la minaccia di una conflagrazione europea dovesse diventare più concreta ed imminente”.
 
1913
A poche settimane dalla nascita, l’Unione Sindacale Italiana (U.S.I.) lancia il suo manifesto:
“E’ una vecchia gloriosa bandiera quella che risolleviamo. Essa copre l’opera paziente della preparazione e si spiega nelle audacie sante alla rivolta, il suo drappo si tinge col sangue dei martiri e non si sbiadirà nei languidi colori della pace sociale. Vessillo di speranza e di battaglia. All’ombra sua si raccolgono solo i forti cui non impaurisce il sacrificio, i combattenti che sanno affrontare la lotta con gioia.
E’ l’insegna della 1° Internazionale, quella che risolleviamo compagni!
Quanti sentono la vergogna dello avvenimento presente, quanti nutrono ancora fede nei destini del proletariato, vengano con noi, in questo esercito di liberi che vuol muovere verso le rosse aurore della Rivoluzione Sociale.
Viva l’organizzazione operaia!
Viva l’Unione Sindacale Italiana!

1913
Dicembre. Secondo Congresso dell’ U.S.I.
Fra gli argomenti trattati e votati dai lavoratori, il metodo dello sciopero generale nella relazione di Amando Borghi.
“lo sciopero generale è uno dei mezzi più efficaci di difesa e di conquista per i lavoratori, miranti alla vittoria definitiva della classe lavoratrice con l’espropriazione della classe capitalistica”.

1914
Giugno. Scoppia il conflitto mondiale.
La crisi dell’interventismo tocca solo marginalmente il sindacalismo italiano d’azione diretta con pochi elementi che escono dall’U.S.I. Il nuovo segretario è Armando Borghi.
Il 13 e 14 Settembre 1914 viene convocata una riunione del Consiglio Generale dell’Organizzazione che delibera:
“Il Consiglio Generale dell’U.S.I. esprime la fiducia che il proletariato di tutti i paesi belligeranti e neutrali sappia ritrovare in se stesso lo spirito di solidarietà di classe e le energie rivoluzionarie per profittare dell’inevitabile indebolimento delle forze statali e della crisi generale derivante dalla guerra stessa per una azione comune intesa a travolgere gli stati borghesi e monarchici che in questa guerra furono per un cinquantennio i coscienti e cinici preparatori. Delibera che gli organi direttivi ed il giornale si uniformino a tali concetti.”

1915
Aprile. Nasce il nuovo giornale dell’U.S.I. : “Guerra di classe”

1915-1918
Maggio. L’Italia entra in guerra.
La lotta sindacale e sociale è congelata. Lo stato italiano adotta misure di guerra contro il sindacalismo rivoluzionario.

1919
La fine della guerra comporta la grande espansione del conflitto sociale e di classe in Italia e in Europa. Le organizzazioni proletarie dell’U.S.I. sono le sole fautrici dell’autogestione e dell’autorganizzazione sociale su basi federaliste e libertarie.
Parma, dicembre. Terzo Congresso dell’U.S.I. Sono presenti 15 Camere del Lavoro, 6 unioni sindacali, 3 sindacati nazionali di mestiere, per un totale di 300 mila lavoratori organizzati. L’U.S.I. ribadisce in una fondamentale mozione:
“Il Congresso dichiara tutta la sua simpatia ed incoraggiamento a quelle iniziative proletarie, come i Consigli di Fabbrica, che tendono a trasferire nella massa operaia tutte le facoltà d’iniziativa rivoluzionaria e ricostruttiva della vita sociale, mettendo però in guardia i lavoratori da ogni possibile deviazione per la escamotage riformista contro la natura rivoluzionaria di tali iniziative, contrariamente anche alle intenzioni avanguardiste della parte migliore del proletariato.
Invita questa parte del proletariato specialmente a considerare la necessità di preparazione delle forze di attacco classista-rivoluzionario, senza di che non sarebbe mai possibile l’assunzione della gestione sociale da parte del proletariato.”
La posizione dell’U.S.I. di fronte alla situazione generale ed agli avvenimenti rivoluzionari di Russia in particolare, sarà precisata in una dichiarazione riassuntiva, nella quale si dichiarava:
“Il Congresso dell’U.S.I. saluta ogni passo in avanti del proletariato e delle forze politiche verso la concezione del socialismo negante ogni capacità negativa e ricostruttiva alla istituzione storica tipica della democrazia borghese che è il Parlamento, cuore dello Stato.
Considera la concezione Sovietistica della ricostruzione sociale antitetica dello Stato e dichiara che ogni sovrapposizione alla autonomia e libera funzione dei Soviet di tutta la classe produttrice, va considerata dal proletariato come un attentato allo sviluppo della rivoluzione ed alla attuazione dell’eguaglianza nella libertà.”

1920
Occupazione delle fabbriche. Tutta l’U.S.I. è mobilitata
Il Sindacato metallurgico aderente all’U.S.I. segretario Alibrando Giovannetti, lancia un “Appello alle maestranze”, mettendole in guardia del pericolo che correva la riuscita dell’agitazione. Tra l’altro, si affermava con decisione che:
La presa di possesso delle fabbriche da parte dei lavoratori deve compiersi simultaneamente e con prontezza, prima ancora di essere cacciati con la serrata, e difenderla poi con tutti i mezzi e con tutte le forze di cui dispone il proletariato organizzato (…) Noi siamo decisi a fare entrare nella lizza anche i lavoratori delle altre industrie e dell’agricoltura. Alle altre organizzazioni, quindi, il dovere di prendere posizione, di tenersi pronte all’attacco coll’arma al piede.
Riformisti e rivoluzionari “politici” sono determinanti nel fallimento dell’occupazione delle fabbriche.
Inizia la reazione padronale, sociale e statale. Armate dallo stato, si formano le squadre fasciste.

1921-1924
Eccidi, stragi e distruzioni ad opera della reazione.
Lavoratori e membri dei sindacati dell’U.S.I. uccisi, in carcere o in esilio.
In tutta Italia i lavoratori dell’Unione Sindacale difesero in armi e strenuamente le loro roccaforti proletarie. Contro il fascismo e contro i cannoni dell’esercito come a Piombino.
L’U.S.I. ebbe 23 Camere del Lavoro, 28 Sedi nazionali di federazioni dell’Unione e 6 Sindacati Nazionali di mestiere totalmente distrutti dal terrore fascista, nonostante che i suoi militanti fossero tra i protagonisti nei battaglioni degli “Arditi del Popolo”, unico tentativo di resistenza proletaria armata contro il fascismo.

1922
In opposizione al centralismo dittatoriale dell’Internazionale comunista, sindacalisti rivoluzionari e libertari si riuniscono a Berlino. Viene ricostituita la “Association Internationale des Travailleurs”. L’U.S.I. aderisce.

1925
Gennaio 1925. il Prefetto di Milano decreta lo scioglimento dell’Unione Sindacale Italiana. Erano già state distrutte le Camere del Lavoro, Unioni locali e federazioni, con i suoi militanti in galera, in esilio od uccisi.
Giugno 1925. Ultimo Convegno Nazionale U.S.I. a Genova. Riescono a partecipare gruppi sparsi e braccati dalla polizia. Venne deciso che una prima Segreteria venisse riformata in Francia dagli esuli e tra i primi atti vi fu quella di coordinare tutti i gruppi clandestini in Italia.
Furono quindi costituite sezioni dell’U.S.I. nelle città di Marsiglia, Nizza e Lione, e successivamente un a Parigi si attivò prontamente per collegare i militanti ed i lavoratori iscritti all’Unione e coordinare le attività. Infatti, tra i compiti più urgenti vi era quello di mantenere viva la fiamma del sindacalismo rivoluzionario e riprendere fin da subito i  contatti con i compagni rimasti in Italia. Del resto, era di particolare importanza, in momenti così drammatici, dare un segnale di speranza e possibilità di ripresa dell’U.S.I.

1926
Armando Borghi lascia la Francia per l’esilio negli U.S.A.

1927-1935
Comitato di Emigrazione dell’U.S.I. è in tutte le attività antifasciste possibili.

1936
Al colpo di stato in Spagna contro la Repubblica, la C.N.T. (Confederaciòn Nacional del Trabajo), l’anarcosindacalismo spagnolo, risponde con l’insurrezione in Catalogna, Aragona e Levante. E’ la rivoluzione sociale.
Accorrono in massa gli anarchici italiani. Moltissimi erano membri dell’U.S.I. Arruolamento nelle milizie C.N.T.
Camillo Berneri dirige “Guerra di Classe”, già organo dell’U.S.I.

1937
Maggio. Assassinio di Berneri da parte degli stalinisti. Violenta repressione contro gli anarchici e la C.N.T. E’ la fine della rivoluzione spagnola.

1939
Vittoria del fascismo in Spagna e scoppio della Seconda Guerra Mondiale

1940
Mussolini dichiara la guerra al fianco di Hitler

1943
La Monarchia si libera di Mussolini. Armistizio con gli angloamericani.

1943-1945
Attiva partecipazione alla Resistenza e all’insurrezione partigiana del 25 aprile, da parte di anarchici e sindacalisti libertari che avevano militato nell’U.S.I.

1944
Settembre, Napoli.
Sindacalisti rivoluzionari e anarchici dei “Gruppi Libertari” decisero in un convegno di costituire “Gruppi di Difesa Sindacalista” nell’ambito di categorie di lavoratori come il Sindacato Ferrovieri, Portuali, Edili e la Federazione Gente del Mare. Organizzati ma ‘autonomi’ e solo per il momento a fianco della C.G.L.

1945
Organizzazioni politiche anarchiche frenano e di fatto impediscono la rinascita dell’Unione Sindacale Italiana e favoriscono in tutti i modi l’’ “entrismo” nella ricostituita C.G.L. come corrente “autonoma” denominata “Comitati difesa sindacale”. Storia e patrimonio dell’Unione Sindacale Italiana dispersi per una “fantasiosa” unità sindacale a direzione comunista.

1950
Dettori e Dall’Olio e i migliori compagni dell’U.S.I., in opposizione a qualsiasi politicismo e di qualsiasi provenienza, ricostituiscono a Genova l’Unione Sindacale Italiana. Si formano sindacati di lavoratori in Toscana e Liguria.